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Liron Kahana, arteterapeuta

Benvenuto nel mondo in cui l'arte ci cura

Ti do il mio benvenuto in questo spazio dedicato all’arteterapia e alla crescita personale.

Io sono Liron,  arteterapeuta specializzata nella cura della sfera emozionale attraverso la terapia creativa ed espressiva.

Da sempre sono profondamente affascinata dal mondo della mente umana, dalle sue risorse luminose, così come dalle sue zone d’ombra.

Mi interessano in particolare quelle parti di noi più nascoste, che spesso non riusciamo a raggiungere attraverso la semplice riflessione razionale. Esistono spazi interiori che spesso sfuggono alla descrizione delle parole, ma che trovano voce attraverso il gesto, il colore, la materia, la forma.

È lì che l’arte diventa possibilità di incontro con ciò che sentiamo davvero nel profondo.

Sono convinta che la luce sia presente in ogni persona.

Posso avere dubbi su molte cose, ma non su questo!

La grande sfida è trovare le crepe nella nostra corazza, passaggi sottili attraverso cui far passare quella luce per farla splendere anche verso l’esterno.

Superando rigidità e vecchi schermi ricorrenti possiamo creare spazio perché ciò che è vivo dentro di noi possa essere visto, accolto e finalmente espresso.

L’arteterapia è ciò che rende possibile questo processo.

Parallelamente allo studio della psiche, mi dedico all’esplorazione continua del linguaggio dell’arte e dei materiali, delle loro possibilità espressive e trasformative.

È dall’incontro tra questi due mondi – mente e materia, emozione e forma – che prende vita il mio lavoro, un approccio terapeutico che si propone di andare oltre i confini della terapia psicologica tradizionale, offrendo un altro modo di comprendere e attraversare la psiche.

Arteterapia: vivere l’espressione artistica come accesso al mondo interiore

Il mio percorso professionale di arteterapeuta e consulente mi ha permesso di conoscere e aiutare persone con età, storie e situazioni molto diverse alle spalle. Questi incontri sono stati molto significativi per me.

Mi hanno permesso di comprendere quanto sia fondamentale, per ciascuno di noi, riuscire a dare forma e significato a ciò che stiamo vivendo per poterlo spiegare a noi stessi e poi agli altri.

Ho lavorato con adulti, ragazzi e bambini e questo mi ha permesso di guardare da vicino la fatica, la solitudine e l’impotenza che si provano quando l’esperienza interiore non riesce a trovare  forma pensabile e dicibile.

Quando le emozioni restano grezze, confuse, la persona si trova sola davanti a vissuti che non riesce ancora a comprendere né a organizzare.

L’esperienza resta lì, chiusa dentro, e spesso pesa più di quanto si riesca a dire.

In questi casi, le emozioni restano separate, non integrate, e faticano a trovare un posto nella storia della persona, pur influenzandone profondamente pensieri e comportamenti.

Può accadere, ad esempio, che una persona reagisca con irritazione o chiusura di fronte a richieste, conflitti o situazioni relazionali senza riuscire a riconoscere la paura o la tristezza che stanno alla base di quei comportamenti.

In questi momenti, la terapia espressiva offre uno spazio di lavoro in cui l’esperienza emotiva può essere finalmente avvicinata senza timore, favorendo una maggiore autoconsapevolezza e la possibilità di riconoscere parti di sé rimaste a lungo poco accessibili.

Nel tempo, questo lavoro terapeutico sostiene una riduzione della tensione emotiva. E permette di avviare e portare avanti un processo di elaborazione interiore che aiuta la persona a osservarsi da una prospettiva nuova, più accogliente e meno giudicante, aprendo la possibilità a un vero cambiamento.

Il mio percorso personale è attraversato da una continua ricerca di senso, consapevolezza e presenza.

A volte riesco a camminare in questa direzione, altre volte inciampo, mi fermo, e poi ricomincio da dove sono arrivata.

È da questa esperienza concreta, fatta di tentativi, ascolto e aggiustamenti continui, che nasce il mio lavoro terapeutico.

Il cambiamento non è un percorso lineare, ma un processo che richiede tempo e rispetto.

I miei studi come arteterapeuta

Il mio percorso di studi e di ricerca è articolato e in continua evoluzione.

Ho una laurea in Educazione Speciale e Arte conseguita presso il College Tell Hai, in Israele.

Ho poi seguito un Master in Expression and Creative Therapy Studies, con specializzazione in arti visive, programma affiliato alla Lesley University di Boston (Israele).

I miei studi e la mia esperienza mi hanno permesso di diventare membro delle più importanti associazioni professionali del settore. Faccio parte della Creative & Expressive Arts Therapies Association (YAHAT), associazione fondata nel 1971 in Israele con lo scopo di promuovere la pratica dell’arteterapia e delle terapie espressive nei contesti clinici, educativi e sociali.

Sono inoltre iscritta all’European Federation for Art Therapy (EFAT), federazione di respiro internazionale che si impegna a promuovere e garantire la qualità della formazione e della pratica in arteterapia, a tutela degli utenti, dei professionisti e delle istituzioni, e all’Associazione professionale italiana arteterapeuti (ApiArt).

Arteterapia, psicologia e metodi educativi.

Approcci che influenzano il mio lavoro di arteterapeuta

Nel mio lavoro integro diversi approcci e modelli teorici, tra cui:

Il metodo “The Work” di Byron Katie, per l’esplorazione dei pensieri che generano sofferenza e l’apertura a nuove prospettive di benessere

• Il Reggio Emilia Approach, metodo educativo che valorizza le molteplici modalità espressive di ogni bambino

Il pensiero di Marshall Rosenberg e la Comunicazione Nonviolenta

• Lo studio continuo del modello dell’attaccamento elaborato da Bowlby e dai suoi allievi

“Il Cammino”: uno strumento di esplorazione interiore

Di recente ho creato “IL CAMMINO”, un set di 44 carte illustrate pensate per supportare i processi di sviluppo personale.

Le carte invitano a un’osservazione gentile e rilassata dello spazio che esiste tra ciò che desideriamo e ciò che viviamo abitualmente, favorendo riflessioni sulle possibilità di trasformazione attraverso l’esperienza.