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Liron Kahana, arteterapeuta

Benvenuto nel mondo in cui l'arte ci cura

Ti do il mio benvenuto in questo spazio dedicato all’arteterapia e alla crescita personale.

Io sono Liron, arteterapeuta specializzata nella cura della sfera emozionale attraverso la terapia creativa ed espressiva.

Da sempre sono profondamente affascinata dalla mente umana.

La nostra psiche è un mondo ricco di risorse luminose, così come di zone d’ombra. Mi interessano in particolare quelle parti di noi più nascoste, che spesso non riusciamo a raggiungere attraverso la semplice riflessione razionale.

Esistono spazi interiori che spesso sfuggono alla descrizione delle parole, ma che possono trovare voce attraverso il gesto, il colore, la materia, la forma.

Sono convinta che la luce sia presente in ogni persona.

La grande sfida è trovare le crepe nella nostra corazza, passaggi sottili attraverso cui far passare quella luce per farla splendere anche verso l’esterno.

Parallelamente allo studio della psiche, mi dedico all’esplorazione continua del linguaggio dell’arte e dei materiali, delle loro possibilità espressive e trasformative.

È dall’incontro tra questi due mondi – mente e materia, emozione e forma – che prende vita il mio lavoro, un approccio terapeutico che si propone di andare oltre i confini della terapia psicologica tradizionale, offrendo un altro modo di comprendere e attraversare la psiche.

L’arteterapia è una disciplina che utilizza il processo creativo e i linguaggi artistici in un contesto relazionale per favorire benessere psicologico, crescita personale e integrazione emotiva.

Vorrei soffermarmi su ciascuno di questi aspetti, per spiegarti meglio da cosa nasce il mio lavoro di arteterapeuta, come si svolge e quali principi ed esperienze lo guidano.

Arteterapia: l’espressione artistica come accesso al mondo interiore

Il mio lavoro come arteterapeuta e consulente mi ha portata a incontrare e accompagnare nel loro percorso di vita persone con età, storie e situazioni molto diverse.

Ogni incontro è stato significativo e ha contribuito a definire il mio modo di lavorare.

Nel tempo ho compreso quanto sia fondamentale, per ciascuno di noi, riuscire a dare forma e significato a ciò che stiamo vivendo, per poterlo comprendere prima interiormente e poi comunicarlo all’esterno.


Lavorare con adulti, ragazzi e bambini mi ha permesso di osservare da vicino la fatica, la solitudine e il senso di impotenza che emergono quando l’esperienza emotiva non riesce a trovare una forma pensabile e dicibile.

Quando una persona si trova sola di fronte a vissuti che non riesce ancora a comprendere né a organizzare, le emozioni restano frammentate e non integrate.

Penso a esperienze traumatiche, a lutti, a separazioni, a difficoltà relazionali o a situazioni emotivamente intense che irrompono nella vita quando non si hanno ancora strumenti sufficienti per comprenderle e integrarle.

In questi casi, tali esperienze faticano a trovare un posto nella propria storia e restano come sospese, pur continuando a influenzare in modo profondo pensieri, reazioni e comportamenti.

Può accadere, ad esempio, che una persona reagisca con irritazione o chiusura di fronte a richieste o situazioni relazionali, senza riuscire a riconoscere la paura o la tristezza che stanno alla base di quei comportamenti, che diventano automatici, privi della necessaria consapevolezza.

In questi momenti, la terapia espressiva offre uno spazio di lavoro in cui l’esperienza emotiva può essere finalmente avvicinata senza timore, favorendo una maggiore autoconsapevolezza e la possibilità di riconoscere parti di sé rimaste a lungo poco accessibili.

Con il mio lavoro di arteterapeuta, accompagno le persone in un percorso che utilizza un canale alternativo alla parola, permettendo di avvicinarsi a vissuti complessi senza doverli subito spiegare o comprendere razionalmente.

Il gesto, il colore, la materia diventano mediatori, strumenti attraverso cui l’esperienza interiore può emergere in modo graduale e sicuro, iniziando a uscire dall’indistinto e dal confuso per diventare più riconoscibile e pensabile.

Questo processo avviene sempre all’interno di una relazione terapeutica, che rappresenta uno spazio in cui sentirsi accolti con rispetto e ascoltati senza giudizio.

La componente relazionale è un elemento fondamentale della terapia espressiva: si tratta di un vero e proprio contenitore emotivo che permette alla persona di sentirsi accompagnata mentre entra in contatto con parti di sé più fragili o ancora poco conosciute, rendendo possibile l’acquisizione di una maggiore consapevolezza, la regolazione emotiva e l’apertura al cambiamento.

So per esperienza diretta, che il cambiamento non è un percorso lineare, ma un processo che richiede tempo e rispetto.

Il mio percorso personale e professionale è attraversato da una continua ricerca di senso, consapevolezza e presenza. A volte riesco a camminare in questa direzione con passo sicuro, altre volte inciampo, mi fermo, e poi ricomincio da dove sono arrivata.

È da questa esperienza concreta, fatta di tentativi, aggiustamenti continui e profondo ascolto, che nasce il mio lavoro terapeutico, e il modo in cui scelgo ogni giorno di incontrare le persone nel loro percorso.

I miei studi come arteterapeuta

Il mio percorso di studi e di ricerca è articolato e in continua evoluzione.

Ho una laurea in Educazione Speciale e Arte conseguita presso il College Tell Hai, in Israele.

Ho poi seguito un Master in Expression and Creative Therapy Studies, con specializzazione in arti visive, programma affiliato alla Lesley University di Boston (Israele).

I miei studi e la mia esperienza mi hanno permesso di diventare membro delle più importanti associazioni professionali del settore. Faccio parte della Creative & Expressive Arts Therapies Association (YAHAT), associazione fondata nel 1971 in Israele con lo scopo di promuovere la pratica dell’arteterapia e delle terapie espressive nei contesti clinici, educativi e sociali.

Sono inoltre iscritta all’European Federation for Art Therapy (EFAT), federazione di respiro internazionale che si impegna a promuovere e garantire la qualità della formazione e della pratica in arteterapia, a tutela degli utenti, dei professionisti e delle istituzioni, e all’Associazione professionale italiana arteterapeuti (ApiArt).

Ho completato un percorso formativo annuale nell’ambito dei mondi della cura, con specializzazione in terapie espressive – fondamenti del lavoro terapeutico con la genitorialità in un approccio integrativo.

Ho inoltre partecipato al corso “Regaining Courage – The Art and Technique of Encouragement”, sotto la guida della Dott.ssa Anabela Shaked.

“Il Cammino”: uno strumento di esplorazione interiore

Di recente ho creato “IL CAMMINO”, un set di 44 carte illustrate pensate per supportare i processi di sviluppo personale.

Le carte invitano a un’osservazione gentile e rilassata dello spazio che esiste tra ciò che desideriamo e ciò che viviamo abitualmente, favorendo riflessioni sulle possibilità di trasformazione attraverso l’esperienza.